Federica Pellegrini ( @kikkafede88 ) Instagram Profile

kikkafede88

Federica Pellegrini

Olympic.World.European.Champion.WR 200free🏊🏻♥️🇮🇹 #FEDE 5/08/1988 h4:45 🦁.💌📦piscinaA.CastagnettiViaC.Galliano2/VR..🙋🏼‍♀️guardaroba su DEPOP(kikkafede88)

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Federica Pellegrini Profile Information

  • I miei due pezzi di cuore ♥️
  • I miei due pezzi di cuore ♥️

  •  0  88  6 hours ago
  • Tutto è possibile. Berlino, Giovedì 21 Agosto 2014. Campionati Europei di nuoto, staffetta 4x200 stile libero. 
Da poco ventiseienne, Federica Pellegrini è un’atleta matura che non deve dimostrare nulla a nessuno.
Entra in vasca quarta frazionista, come spesso accade. Un ritardo importante di oltre 4 secondi dalla Svezia. Negli ultimi metri, sorprendentemente, riesce a toccare prima, ribaltando ogni possibile pronostico, scrivendo una nuova pagina della storia del nuoto.
 Federica ha sempre insegnato a dare il massimo in ogni contesto, gara individuale o staffetta. Ma in quei duecento metri ha saputo sintetizzare l’essenza del significato di ‘vincente’. La capacità di esprimersi al meglio malgrado tutto e tutti, di dare il massimo nonostante un così grande margine. L’intelligenza di comprendere quando e come c’è spazio per eccellere. Una cosa inimmaginabile, nessuno saprà mai più fare di meglio. Un’azione incredibile, da pelle d’oca, fino all’ultimo. E finché si avrà voglia di rivederla, quell’immagine stupirà ogni volta, lasciando fino all’ultimo il dubbio di aver visto il video giusto.

#federaccontatada Marco Del Bianco (Nuoto.com)
  • Tutto è possibile. Berlino, Giovedì 21 Agosto 2014. Campionati Europei di nuoto, staffetta 4x200 stile libero.
    Da poco ventiseienne, Federica Pellegrini è un’atleta matura che non deve dimostrare nulla a nessuno.
    Entra in vasca quarta frazionista, come spesso accade. Un ritardo importante di oltre 4 secondi dalla Svezia. Negli ultimi metri, sorprendentemente, riesce a toccare prima, ribaltando ogni possibile pronostico, scrivendo una nuova pagina della storia del nuoto.
 Federica ha sempre insegnato a dare il massimo in ogni contesto, gara individuale o staffetta. Ma in quei duecento metri ha saputo sintetizzare l’essenza del significato di ‘vincente’. La capacità di esprimersi al meglio malgrado tutto e tutti, di dare il massimo nonostante un così grande margine. L’intelligenza di comprendere quando e come c’è spazio per eccellere. Una cosa inimmaginabile, nessuno saprà mai più fare di meglio. Un’azione incredibile, da pelle d’oca, fino all’ultimo. E finché si avrà voglia di rivederla, quell’immagine stupirà ogni volta, lasciando fino all’ultimo il dubbio di aver visto il video giusto.

    #federaccontatada Marco Del Bianco (Nuoto.com)

  •  0  139  15 hours ago
  • Smile😃...oggi pomeriggio di riposo...smile😃...finalmente ho preso coraggio...smile😃....taglio tutto....smile😃....faccio la pazzia?!...smile😃....ho qualche dubbio... smile😃....che faccio?!....smile😃....ma non mi stanno più nella cuffia...smile😃...... bon ho deciso!!....smile😃.... o forse no 😅
  • Smile😃...oggi pomeriggio di riposo...smile😃...finalmente ho preso coraggio...smile😃....taglio tutto....smile😃....faccio la pazzia?!...smile😃....ho qualche dubbio... smile😃....che faccio?!....smile😃....ma non mi stanno più nella cuffia...smile😃...... bon ho deciso!!....smile😃.... o forse no 😅

  •  0  472  1 July, 2020
  • Tanti ricordi, tantissime emozioni. E’ davvero complicato riassumere uno solo dei mille momenti dell’epopea di Fede. Dovendone scegliere uno, opterò per uno particolare. Si trattò di una mia “missione” in una  notte stellata di Barcellona nel 2013: ero a caccia di un'idea da confezionare con la complicità di mamma e papà Pellegrini. Lei ci aveva regalato la sorpresissima gemma d’argento ai Mondiali nella gara che che non avrebbe dovuto disputare (arrivò in Spagna per i 200 dorso, ma decise di tornare all’improvviso ai 200 sl del cuore) e alla vigilia del suo compleanno andai a trovare in un hotel sulla Diagonal, Roberto, Cinzia e il fratello Alessandro, con i quali preparammo una pagina celebrativa  per la Gazzetta dello sport. Brindando al podio di Fede, quell’occasione del compleanno in arrivo si trasformò in un modo diverso di raccontare e tratteggiare Fede. Con il must di famiglia per finale: “Fede, auguri rock and roll: dai tuoi con amore”.

#federaccontatada Stefano Arcobelli (Gazzetta dello Sport) ph by @ross197a
  • Tanti ricordi, tantissime emozioni. E’ davvero complicato riassumere uno solo dei mille momenti dell’epopea di Fede. Dovendone scegliere uno, opterò per uno particolare. Si trattò di una mia “missione” in una notte stellata di Barcellona nel 2013: ero a caccia di un'idea da confezionare con la complicità di mamma e papà Pellegrini. Lei ci aveva regalato la sorpresissima gemma d’argento ai Mondiali nella gara che che non avrebbe dovuto disputare (arrivò in Spagna per i 200 dorso, ma decise di tornare all’improvviso ai 200 sl del cuore) e alla vigilia del suo compleanno andai a trovare in un hotel sulla Diagonal, Roberto, Cinzia e il fratello Alessandro, con i quali preparammo una pagina celebrativa per la Gazzetta dello sport. Brindando al podio di Fede, quell’occasione del compleanno in arrivo si trasformò in un modo diverso di raccontare e tratteggiare Fede. Con il must di famiglia per finale: “Fede, auguri rock and roll: dai tuoi con amore”.

    #federaccontatada Stefano Arcobelli (Gazzetta dello Sport) ph by @ross197a

  •  0  53  1 July, 2020
  • Le ore più belle 🌅🌅
  • Le ore più belle 🌅🌅

  •  0  494  30 June, 2020
  • Olimpiadi Londra 2012. Quinta, solamente quinta. Da campionessa olimpica in carica dei 200 stile è una delusione cocente. Esco dall'Aquatic Center e la trovo per caso in un angolo, raggomitolata sulle ginocchia, lo sguardo perso nel vuoto, così fragile che viene voglia di abbracciarla. A Rio 2016, invece, l'aspetto fuori dalla piscina dopo il quarto posto. Non vorrei nemmeno essere lì, so che non parlerà al microfono, ma dalla redazione a Milano i capi mi chiedono di provarci. Esce. Il berretto calato sino agli occhi, sguardo basso, terribilmente sconsolata. E silenziosa. 
In entrambi i casi, Londra e Rio, pensai: forse chiude qui la carriera.
Come mai ricordo nitidamente due sconfitte anziché le tantissime vittorie? Perchè Federica non si è ritirata. Anzi. Ha ripreso ad allenarsi con più testardaggine ed è tornata a vincere. Stravincere. Contro sé  stessa e contro avversarie molto più giovani. Ecco. Ammiro i successi della fuoriclasse ma ancor di più stimo la donna capace di reagire alle batoste, imparare dalle cadute, una guerriera nel rialzarsi. Un esempio di vita.

#federaccontatada Lia Capizzi (Sky Sport) ph by @ross197a
  • Olimpiadi Londra 2012. Quinta, solamente quinta. Da campionessa olimpica in carica dei 200 stile è una delusione cocente. Esco dall'Aquatic Center e la trovo per caso in un angolo, raggomitolata sulle ginocchia, lo sguardo perso nel vuoto, così fragile che viene voglia di abbracciarla. A Rio 2016, invece, l'aspetto fuori dalla piscina dopo il quarto posto. Non vorrei nemmeno essere lì, so che non parlerà al microfono, ma dalla redazione a Milano i capi mi chiedono di provarci. Esce. Il berretto calato sino agli occhi, sguardo basso, terribilmente sconsolata. E silenziosa.
    In entrambi i casi, Londra e Rio, pensai: forse chiude qui la carriera.
    Come mai ricordo nitidamente due sconfitte anziché le tantissime vittorie? Perchè Federica non si è ritirata. Anzi. Ha ripreso ad allenarsi con più testardaggine ed è tornata a vincere. Stravincere. Contro sé stessa e contro avversarie molto più giovani. Ecco. Ammiro i successi della fuoriclasse ma ancor di più stimo la donna capace di reagire alle batoste, imparare dalle cadute, una guerriera nel rialzarsi. Un esempio di vita.

    #federaccontatada Lia Capizzi (Sky Sport) ph by @ross197a

  •  0  184  30 June, 2020
  • Dietro le quinte. Se c’è un momento durante il quale questo privilegio - essere un passo di lato quando il mondo dei media bussa alla tua porta - abbia toccato il suo apice, questo è stato il Mondiale di Shanghai 2011.
Quartier generale della nazionale italiana e un signore francese che ti ha allenato allo stremo delle tue forze: Philippe Lucas.
Un blitz a Lione per convincerlo, mesi durissimi a Parigi, e ora ci siamo: i campionati del mondo saranno la verifica del tuo istinto, la razionalità del cambiamento, l’ossessione e la sfida, il talento e la paranoia.
Aeroporto, albergo, piscina: un circuito all’apparenza semplice, in realtà mi fu subito chiaro che quel mondo vive immerso nella concentrazione. In un evento planetario gli atleti cercano prese di energia positiva ovunque possono e tu, tanto per cambiare, sei attesa al varco.
Conferenza stampa di rito, domande tecniche, rebus Lucas: perché hai cambiato allenatore e sei andata in Francia a farti il mazzo?
Frame successivo, ORO pazzesco nei 400 stile libero... Mixed zone, nugolo di telecamere e taccuini... Tu radiosa, Philippe si bea: “Ha nuotato i secondi 200 forte come i primi 200”.
Facile... Sì.

#federaccontatada Marco Del Checcolo (giornalista e media manager) ph by @ross197a
  • Dietro le quinte. Se c’è un momento durante il quale questo privilegio - essere un passo di lato quando il mondo dei media bussa alla tua porta - abbia toccato il suo apice, questo è stato il Mondiale di Shanghai 2011.
    Quartier generale della nazionale italiana e un signore francese che ti ha allenato allo stremo delle tue forze: Philippe Lucas.
    Un blitz a Lione per convincerlo, mesi durissimi a Parigi, e ora ci siamo: i campionati del mondo saranno la verifica del tuo istinto, la razionalità del cambiamento, l’ossessione e la sfida, il talento e la paranoia.
    Aeroporto, albergo, piscina: un circuito all’apparenza semplice, in realtà mi fu subito chiaro che quel mondo vive immerso nella concentrazione. In un evento planetario gli atleti cercano prese di energia positiva ovunque possono e tu, tanto per cambiare, sei attesa al varco.
    Conferenza stampa di rito, domande tecniche, rebus Lucas: perché hai cambiato allenatore e sei andata in Francia a farti il mazzo?
    Frame successivo, ORO pazzesco nei 400 stile libero... Mixed zone, nugolo di telecamere e taccuini... Tu radiosa, Philippe si bea: “Ha nuotato i secondi 200 forte come i primi 200”.
    Facile... Sì.

    #federaccontatada Marco Del Checcolo (giornalista e media manager) ph by @ross197a

  •  0  67  29 June, 2020
  • Senza pensieri....🧘🏼‍♀️🧘🏼‍♀️ (memo per il futuro: mai appoggiarsi al braccio provvisto di tricipite allenato 🤪🤪)
  • Senza pensieri....🧘🏼‍♀️🧘🏼‍♀️ (memo per il futuro: mai appoggiarsi al braccio provvisto di tricipite allenato 🤪🤪)

  •  0  753  28 June, 2020
  • Ciao Amore...❤️
  • Ciao Amore...❤️

  •  0  396  28 June, 2020
  • Giuro non lo faccio apposta... sono le piscine che trovano me 🤣 #weekendvibes ☀️👙🧘🏼‍♀️
  • Giuro non lo faccio apposta... sono le piscine che trovano me 🤣 #weekendvibes ☀️👙🧘🏼‍♀️

  •  0  929  27 June, 2020
  • Ricordo un boato. Le bandiere italiane, i cori da stadio. Ma eravamo in una piscina. Al Foro Italico per i mondiali dell’ormai lontano 2009. Lo speaker aveva pronunciato il nome della campionessa olimpica: Federica Pellegrini, e tutti gli occhi erano puntati su di lei. La favorita. Ma ricordo anche i suoi occhi dopo le eliminatorie. Quelli di una ragazzina che pronunciava parole dure e spigolose, per provare a nascondere paure e insicurezze. E rivivevo quelle mie paure che in acqua, da nuotatore ben più modesto, mai ero riuscito a dominare. Me lo chiedevo: come riuscirà a resistere a così tante pressioni? Ci riuscì. Due titoli mondiali con due mostruosi record del mondo, uno tutt’ora imbattuto. Rimasi affascinato dal sottile, magico equilibrio che le permise quei trionfi. 
Ricordo l’afa romana che alla fine sciolse ogni cosa, compresi i sentimenti di Fede. Ma ricordo anche le parole di un emozionato Alberto Castagnetti dopo la vittoria nei 400: “Un’ora prima della gara diceva di sentirsi la febbre. Non voleva tuffarsi ma la buttai in vasca, incrociai le dita e sperai che non succedesse ancora”. I pensieri di Alberto erano andati alle otto vasche di Pechino 2008 perché spesso gli allenatori ricordano più le sconfitte dei successi. 
Avevo 26 anni e lo raccontai nella prima diretta della mia vita per Sky Sport che a dire il vero non ricordo neppure. Perché la memoria di quei giorni va ad altro. Come a quell’incontro fra gli stand di Roma 2009 tra Franziska van Almsick e la sua erede. Il primo personaggio pop del mondo del nuoto voleva incontrare la campionessa italiana, protagonista assoluta di quel mondiale. Ricordo che in quei minuti provai a intervistare mamma Cinzia, che cortesemente mi chiese di aspettare: voleva godersi le emozioni di quel “tu per tu” con la nuotatrice che per Fede bambina era stato un mito. Franziska alla fine fu sorpresa: “Non mi aspettavo che Federica fosse così timida”. Tra sportive forse è più facile capirsi. E alla diva tedesca erano bastati pochi minuti per comprendere alcuni segreti della nuova divina.

#federaccontatada Riccardo Re (SKY Sport) ph. By @ross197a
  • Ricordo un boato. Le bandiere italiane, i cori da stadio. Ma eravamo in una piscina. Al Foro Italico per i mondiali dell’ormai lontano 2009. Lo speaker aveva pronunciato il nome della campionessa olimpica: Federica Pellegrini, e tutti gli occhi erano puntati su di lei. La favorita. Ma ricordo anche i suoi occhi dopo le eliminatorie. Quelli di una ragazzina che pronunciava parole dure e spigolose, per provare a nascondere paure e insicurezze. E rivivevo quelle mie paure che in acqua, da nuotatore ben più modesto, mai ero riuscito a dominare. Me lo chiedevo: come riuscirà a resistere a così tante pressioni? Ci riuscì. Due titoli mondiali con due mostruosi record del mondo, uno tutt’ora imbattuto. Rimasi affascinato dal sottile, magico equilibrio che le permise quei trionfi.
    Ricordo l’afa romana che alla fine sciolse ogni cosa, compresi i sentimenti di Fede. Ma ricordo anche le parole di un emozionato Alberto Castagnetti dopo la vittoria nei 400: “Un’ora prima della gara diceva di sentirsi la febbre. Non voleva tuffarsi ma la buttai in vasca, incrociai le dita e sperai che non succedesse ancora”. I pensieri di Alberto erano andati alle otto vasche di Pechino 2008 perché spesso gli allenatori ricordano più le sconfitte dei successi.
    Avevo 26 anni e lo raccontai nella prima diretta della mia vita per Sky Sport che a dire il vero non ricordo neppure. Perché la memoria di quei giorni va ad altro. Come a quell’incontro fra gli stand di Roma 2009 tra Franziska van Almsick e la sua erede. Il primo personaggio pop del mondo del nuoto voleva incontrare la campionessa italiana, protagonista assoluta di quel mondiale. Ricordo che in quei minuti provai a intervistare mamma Cinzia, che cortesemente mi chiese di aspettare: voleva godersi le emozioni di quel “tu per tu” con la nuotatrice che per Fede bambina era stato un mito. Franziska alla fine fu sorpresa: “Non mi aspettavo che Federica fosse così timida”. Tra sportive forse è più facile capirsi. E alla diva tedesca erano bastati pochi minuti per comprendere alcuni segreti della nuova divina.

    #federaccontatada Riccardo Re (SKY Sport) ph. By @ross197a

  •  0  139  27 June, 2020